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Estadio Azteca: l'unico stadio ad aver ospitato tre Mondiali

L'Estadio Azteca, nel quartiere di Santa Úrsula Coapa nel sud di Città del Messico, è il più grande stadio del Messico e l'unico al mondo ad aver ospitato tre Coppe del mondo FIFA — 1970, 1986 e (in forma ristrutturata e con il nome temporaneo di Estadio Banorte) 2026. Costruito tra il 1962 e il 1966 su progetto di Pedro Ramírez Vázquez e Rafael Mijares Alcérreca, l'Azteca sorge a 2.200 metri di quota ed è da quasi sei decenni la casa principale del Club América e della nazionale messicana. La posizione è sulla mappa.

Costruzione e inaugurazione (1962-1966)

L'Azteca fu concepito nei primi anni Sessanta come stadio nazionale degno di ospitare i Giochi olimpici del 1968 (il torneo di calcio fu poi spostato altrove) e il Mondiale 1970. I lavori si svolsero tra il 1962 e il 1966 su un terreno di Santa Úrsula. La partita inaugurale, il 29 maggio 1966 tra Club América e Torino, terminò 2-2; la cerimonia ufficiale d'apertura seguì lo stesso giorno. La capienza originaria si aggirava sui 107.000 posti a sedere, con una copertura continua che riparava quasi l'intera struttura.

Il Mondiale 1970

Il Mondiale FIFA 1970 viene regolarmente citato fra i tornei di più alta qualità estetica nella storia della competizione, e l'Azteca ne fu il fulcro. La finale del 21 giugno 1970 — Brasile 4-1 Italia, decisa dal gol di Carlos Alberto nei minuti finali al termine di una giocata corale fluidissima — è spesso descritta come la più celebrata azione di squadra della storia del calcio. La selezione brasiliana del 1970, capitanata da Carlos Alberto e con Pelé, Tostão, Gérson, Jairzinho e Rivellino, vinse definitivamente la Coppa Jules Rimet all'Azteca.

Il Mondiale 1986

Il Messico ottenne il Mondiale 1986 in tempi stretti dopo il ritiro della Colombia, sede inizialmente designata. L'Azteca disputò nove partite, comprese la finale e il quarto di finale Argentina-Inghilterra — la sfida della Mano de Dios di Diego Maradona e del suo secondo gol, eletto dalla FIFA Gol del secolo. La finale del 29 giugno 1986, Argentina 3-2 Germania Ovest, regalò a Maradona il suo unico titolo mondiale e confermò l'Azteca come unico impianto ad aver ospitato due finali di Coppa del mondo fino a quel momento (raggiunto in seguito dal Maracanã).

Maradona all'Azteca

La prestazione di Maradona nel quarto di finale contro l'Inghilterra, il 22 giugno 1986, è una delle singole performance più discusse della storia del calcio. Il primo gol — il pugno in rete non visto dall'arbitro Ali Bin Nasser — e il secondo quattro minuti dopo — la corsa dalla propria metà campo superando cinque inglesi e Peter Shilton — furono entrambi all'Azteca, e da allora non hanno smesso di essere raccontati e analizzati. Lo stadio ha installato una statua di Maradona all'ingresso a memoria di quella partita.

Club América e la nazionale messicana

L'Azteca è la sede stabile del Club América, la società più seguita del Messico, e la principale casa della nazionale. Il Clásico Nacional della Liga MX tra América e Guadalajara (Chivas) supera regolarmente gli 80.000 spettatori all'Azteca. Le campagne di qualificazione mondiale del Messico sono da sempre costruite attorno alle partite interne all'Azteca, dove la combinazione di altitudine, pubblico ostile e inquinamento è da tempo considerata un vantaggio contro le avversarie della CONCACAF.

Altitudine e atmosfera

A 2.200 metri di quota, l'Azteca espone le squadre ospiti a un'aria più rarefatta che incide sulla traiettoria del pallone, sulla resistenza e sul recupero. Unita al volume sonoro di un tutto esaurito a 87.000 e all'ostilità storica riservata a certi rivali della CONCACAF (in primis gli Stati Uniti), questa cornice è da sempre un tema ricorrente nella preparazione del calcio internazionale. Le selezioni di norma arrivano a Città del Messico con una settimana o più di anticipo per acclimatarsi.

La ristrutturazione per il 2026

In vista del Mondiale FIFA 2026, organizzato dal Messico insieme a Stati Uniti e Canada, l'Azteca è stato ristrutturato in fasi, con conclusione nel 2026. La capienza scenderà a circa 87.000 nella configurazione modernizzata, la copertura è stata interamente rifatta, l'intero gradinato è stato sostituito, e camminamenti, aree hospitality e dotazioni per i giocatori sono stati aggiornati. Il nome commerciale temporaneo, Estadio Banorte, vale per il periodo dei lavori; il nome Azteca rimane nell'uso popolare e potrebbe essere reintrodotto ufficialmente. La gara d'apertura del Mondiale 2026 è in programma qui l'11 giugno 2026.

Tutti in un colpo d'occhio

L'Azteca propone visite guidate che comprendono spogliatoi, tunnel dei giocatori, sala stampa, la statua di Maradona e la vista, dall'anello superiore, su Città del Messico fino al vulcano Popocatépetl (nelle giornate limpide). Si raggiunge tramite la stazione Estadio Azteca del Tren Ligero a sud del centro. La posizione è sulla mappa.