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Stadi olimpici ieri e oggi: cosa ne è rimasto

Ogni Olimpiade produce uno stadio principale, costruito o trasformato per ospitare la cerimonia di apertura e la gara dei 100 metri. Dopo il passaggio della fiamma olimpica, questi impianti affrontano la stessa domanda: come continuare a esistere in modo utile. Alcuni diventano stadi di calcio o atletica funzionanti, altri decadono, altri ancora vengono trasformati in qualcosa di completamente diverso. La storia degli stadi olimpici è anche la storia di ciò che le città scelgono di fare con le ambizioni lasciate dalle Olimpiadi.

Berlino 1936: Olympiastadion

Lo stadio olimpico di Berlino, progettato da Werner March, è stato costruito per i Giochi di Hitler del 1936 — quelli in cui Jesse Owens vinse quattro medaglie d'oro. Con 74.475 posti nella configurazione attuale, è ancora in uso come stadio principale dell'Hertha BSC e ospita la finale di Coppa di Germania. Una ristrutturazione completata nel 2004 ha conservato la struttura neoclassica originale aggiungendo un tetto. È uno degli stadi olimpici più longevi del mondo in uso continuativo.

Helsinki 1952: Stadio Olimpico di Helsinki

Lo stadio di Helsinki, inaugurato nel 1938 e utilizzato per i Giochi del 1952 (rinviati dalla guerra), ha una torre alta 72 metri che è diventata il simbolo architettonico della città. Dopo una ristrutturazione completata nel 2020 è tornato ad ospitare atletica leggera, concerti e la nazionale finlandese di calcio, con una capienza di circa 36.000 posti.

Roma 1960: Stadio Olimpico

Lo Stadio Olimpico di Roma, progettato con pista di atletica e tribune aperte, ha ospitato le Olimpiadi del 1960 e continua a essere la casa di AS Roma e SS Lazio. Con 70.634 posti è uno degli stadi più grandi d'Italia. La sua caratteristica forma allungata con due curve aperte riflette il progetto originale olimpico. Ospita inoltre le finali di Coppa Italia e le partite della nazionale italiana.

Tokyo 1964: il vecchio stadio e il nuovo

Lo stadio principale di Tokyo 1964, progettato da Kenzo Tange, è stato demolito per fare spazio al Nuovo Stadio Nazionale di Tokyo costruito per i Giochi del 2020. Il progetto di Tange era considerato un'opera architettonica importante in sé: le coperture a tensostruttura ispirate all'architettura tradizionale giapponese erano innovative per l'epoca.

Monaco 1972: Olympiastadion München

Lo stadio olimpico di Monaco, progettato da Günter Behnisch con la consulenza strutturale di Frei Otto, è famoso per il tetto in rete traslucida che drappeggia le tribune. Inaugurato nel 1972, ha ospitato i tragici Giochi in cui undici atleti israeliani vennero uccisi da un gruppo terroristico. Dopo che l'Allianz Arena ha sostituito il Waldstadion come casa del Bayern Monaco nel 2005, l'Olympiastadion ospita concerti e eventi culturali con una capienza di circa 69.000 posti. Non ha un uso calcistico primario regolare.

Montréal 1976: Stade Olympique

Lo stadio di Montréal è noto soprattutto per i suoi problemi: il debito generato dalla sua costruzione ha gravato sulla città canadese per trent'anni, e il tetto retrattile non ha mai funzionato in modo affidabile. La torre inclinata — per lungo tempo la più alta del mondo — è un'attrazione turistica. I Montreal Expos di baseball MLB lo hanno usato fino al 2004. Ospita eventi sporadici ma non ha mai trovato un uso primario stabile.

Mosca 1980: Luzhniki

Il Luzhniki di Mosca, costruito nel 1956, è diventato lo stadio principale delle Olimpiadi del 1980 — i Giochi boicottati dagli Stati Uniti. Con 81.000 posti è tuttora lo stadio più grande della Russia e ha ospitato la finale della Coppa del Mondo 2018 (Francia-Croazia). Una ristrutturazione completata nel 2017 ha portato la capienza a 81.000 posti e lo ha trasformato in un impianto moderno mantenendo la struttura originale.

Los Angeles 1984: Los Angeles Memorial Coliseum

Il Coliseum di Los Angeles ha ospitato due Olimpiadi (1932 e 1984) ed è l'unico stadio ad aver ospitato sia i Giochi olimpici sia il Super Bowl. Con circa 77.500 posti, è la casa dei Los Angeles Rams di NFL ed è stato recentemente ristrutturato. Ospiterà ancora i Giochi olimpici di Los Angeles nel 2028, diventando l'unico stadio a ospitare tre edizioni dei Giochi estivi.

Seoul 1988: Seoul Olympic Stadium

Lo stadio olimpico di Seoul, con 69.950 posti, è rimasto in uso come stadio di atletica e calcio. Ospita partite della K League e concerti. La città ha mantenuto l'impianto in condizioni funzionali, ma senza un club calcistico di vertice come inquilino principale non ha raggiunto la stessa continuità di uso degli stadi europei.

Barcellona 1992: Estadi Olímpic Lluís Companys

Lo stadio olimpico di Barcellona sul monte Montjuïc ha una storia che precede le Olimpiadi del 1992: fu costruito nel 1927 per una candidatura olimpica poi non assegnata. La ristrutturazione per il 1992, firmata da Federico Correa e altri, ha mantenuto la facciata storica aggiungendo nuove tribune. Con 55.927 posti, dal 2023 ospita il FC Barcelona come sede provvisoria durante la ristrutturazione del Camp Nou.

Sydney 2000: Stadium Australia

Stadium Australia, ora Accor Stadium, con 83.500 posti è uno degli stadi multisport più grandi dell'emisfero australe. Ha ospitato i Giochi del 2000 e continua a essere usato per partite di rugby league, rugby union, football australiano, calcio internazionale e concerti. È uno degli esempi più riusciti di riutilizzo post-olimpico.

Atene 2004: OAKA

Lo stadio olimpico di Atene, con il tetto progettato da Santiago Calatrava, è uno dei più spettacolari dal punto di vista architettonico. Ospita partite dell'AEK Atene con circa 69.000 posti. La crisi economica greca ha reso la manutenzione dell'intero complesso olimpico di Atene difficile, e alcune strutture secondarie dei Giochi 2004 sono rimaste inutilizzate per anni.

Pechino 2008: il Nido d'Uccello

Lo Stadio Nazionale di Pechino — il Nido d'Uccello progettato da Herzog & de Meuron con la consulenza artistica di Ai Weiwei — è diventato il simbolo architettonico più riconoscibile dei Giochi moderni. Con 91.000 posti, ha ospitato anche le cerimonie dei Giochi Invernali 2022, rendendolo l'unico stadio ad aver ospitato le cerimonie sia delle Olimpiadi estive sia di quelle invernali. Il suo uso calcistico regolare è limitato ma rimane una destinazione turistica di primo livello.

Londra 2012: London Stadium

Lo stadio olimpico di Londra, poi London Stadium, è diventato la casa del West Ham United dopo una costosa conversione da atletica pura a stadio di calcio completata nel 2016. Con 60.000 posti è uno degli stadi più grandi della Premier League. La trasformazione non è stata priva di critiche: l'architettura originale a pista circolare non è ottimale per l'atmosfera del calcio, con i tifosi distanti dal campo rispetto agli stadi costruiti appositamente per il gioco.

Rio 2016: Estádio Olímpico Nilton Santos

Il principale stadio olimpico di Rio fu in realtà il Maracanã, già esistente, mentre le cerimonie si svolsero anche allo stadio di atletica. Le strutture olimpiche di Rio hanno sofferto problemi di manutenzione significativi dopo il 2016, con alcune arene abbandonate.

Tokyo 2020: il Nuovo Stadio Nazionale

Il Nuovo Stadio Nazionale di Tokyo, progettato da Kengo Kuma e inaugurato nel 2019 sostituendo il vecchio stadio di Tange, ha una capienza di 68.000 posti. La struttura incorpora elementi dell'architettura tradizionale giapponese — legno e vegetazione — in un modo radicalmente diverso dall'approccio di Tange nel 1964. È la sede della nazionale giapponese di calcio e ospita eventi di atletica.

Parigi 2024: Stade de France

Parigi 2024 ha scelto di non costruire un nuovo stadio principale ma di utilizzare il già esistente Stade de France a Saint-Denis (81.338 posti), in linea con il principio di Olimpiadi a ridotto impatto ambientale. La cerimonia di apertura si è svolta lungo la Senna piuttosto che in uno stadio. Questa scelta rappresenta una tendenza delle Olimpiadi recenti verso il riutilizzo dell'esistente piuttosto che la costruzione di nuovi impianti monumentali.

Tutti gli stadi olimpici citati sono visibili sulla mappa con la loro posizione geografica e le informazioni aggiornate.