Estadio Centenario: viaggio nell'impianto di Montevideo
È all'Estadio Centenario di Montevideo che è iniziata la storia del Mondiale. Il 30 luglio 1930, in uno stadio completato solo pochi giorni prima, l'Uruguay batté l'Argentina 4-2 nella primissima finale del Mondiale, davanti a una folla stimata in circa 68.000 spettatori. Quasi un secolo dopo l'impianto resta in uso come stadio nazionale dell'Uruguay e rimane l'unico sito mai designato dalla FIFA come monumento storico del calcio mondiale. Lo stadio è sulla mappa.
Costruito per il primo Mondiale
Quando la FIFA assegnò il primo Mondiale del 1930 all'Uruguay — campione olimpico in carica nel 1924 e 1928 e impegnato a celebrare il centenario della sua prima costituzione — il Paese si impegnò a costruire uno stadio all'altezza dell'occasione. Progettato dall'architetto Juan Antonio Scasso ed eretto nel quartiere del Parque Batlle di Montevideo, l'Estadio Centenario fu costruito a velocità notevole. Forti piogge ritardarono i lavori, e lo stadio non fu pronto per le partite inaugurali, giocate in impianti più piccoli; fu inaugurato a torneo in corso, il 18 luglio 1930.
La finale del 1930
La finale tra l'Uruguay padrone di casa e la vicina Argentina richiamò decine di migliaia di persone dalle due sponde del Río de la Plata, con i tifosi argentini che attraversarono in barca. La tensione era tale che le due squadre non si accordarono sul pallone da usare; l'arbitro risolse giocando con un pallone argentino nel primo tempo e uno uruguaiano nel secondo. Sotto 2-1 all'intervallo, l'Uruguay vinse 4-2, conquistando il primo Mondiale con reti di Cea, Iriarte e Castro. Il risultato confermò l'Uruguay, allora con meno di due milioni di abitanti, come forza dominante del primo calcio internazionale.
La Torre degli Omaggi
Il punto di riferimento distintivo dello stadio è la Torre de los Homenajes (Torre degli Omaggi), una snella torre Art déco che si eleva per circa 100 metri sopra l'impianto. Concepita come simbolo del centenario e del progresso uruguaiano, è un raro esempio di stadio la cui sagoma è dominata non da tribune o da una copertura, ma da un solo monumento verticale. La torre ospita un piccolo museo e resta una delle strutture riconoscibili di Montevideo, visibile attraverso tutto il Parque Batlle.
Monumento storico della FIFA
Nel 1983, all'epoca del cinquantenario del Mondiale, la FIFA dichiarò l'Estadio Centenario monumento del calcio mondiale — l'unico stadio a ricevere tale designazione. L'onore riconosce lo status unico dell'impianto come culla del torneo. Per i tifosi di passaggio il Centenario porta un peso d'origine che pochi altri stadi eguagliano: è qui che fu disputata per la prima volta la competizione che oggi abbraccia il pianeta.
Il museo del calcio
Lo stadio ospita il Museo del Fútbol, che ripercorre la storia del calcio uruguaiano, il torneo del 1930, il Maracanazo del 1950 (la clamorosa vittoria dell'Uruguay sul Brasile nella finale del Mondiale 1950) e le imprese smisurate del Paese rispetto alle sue dimensioni. L'Uruguay ha vinto due volte il Mondiale e un numero record di Copa América, e il museo presenta il Centenario come la culla di questa tradizione. Le esposizioni comprendono cimeli del 1930 e dei primi trionfi olimpici.
Capienza e uso moderno
La capienza dell'Estadio Centenario, originariamente di circa 90.000 posti nell'era delle gradinate in piedi, oggi raggiunge i circa 60.000 dopo conversioni in posti a sedere e riduzioni di sicurezza. Resta la casa della nazionale uruguaiana per le grandi sfide e ospita le finali di competizioni nazionali e continentali, comprese finali di Copa Libertadores. L'impianto ospita anche il derby di Montevideo e altre partite di Primera División tra Peñarol e Nacional, i due colossi del Paese.
Il dibattito sulle condizioni
Nel XXI secolo il Centenario ha mostrato l'età, e in Uruguay si dibatte da tempo se rinnovare a fondo l'impianto storico o costruire un nuovo stadio nazionale. Lo status di monumento complica gli interventi maggiori, e molti uruguaiani considerano la conservazione dell'originale non negoziabile dato il suo posto nella storia. Ristrutturazioni periodiche lo hanno mantenuto in servizio, ma la tensione tra patrimonio e standard moderni resta irrisolta.
Il Parque Batlle e la collocazione
Lo stadio sorge nel Parque Batlle, uno dei più vasti spazi verdi di Montevideo, intitolato al presidente riformatore José Batlle y Ordóñez. La cornice del parco, la torre Art déco e gli impianti di atletica e sport circostanti fanno della zona un quartiere sportivo nel cuore della capitale uruguaiana. Il Centenario dista poco dal centro di Montevideo ed è raggiungibile in autobus, immerso nei viali alberati che caratterizzano il rione. Vedi la collocazione sulla mappa.
Sulla mappa
L'Estadio Centenario e gli altri impianti storici del calcio sudamericano sono riportati sulla mappa interattiva. Usala per collocare Montevideo e ripercorrere la geografia degli esordi del Mondiale, o per confrontare la culla del torneo con le grandi arene moderne che lo hanno ospitato da allora. La mappa è il modo più chiaro per vedere dove è cominciata la storia globale del calcio.